

Nicchi al raduno di metà campionato
di Rodolfo Puglisi
Sono stati
due giorni intensi di lavoro quelli riservati al Raduno di Metà
Campionato il 5 e 6 febbraio scorsi, al quale hanno partecipato
oltre 80 arbitri impegnati nei campionati siciliani di Eccellenza e
Promozione. Sede del raduno una struttura alberghiera di Agrigento,
situata a poca distanza dalla Valle dei Templi, sito inserito
dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. La Sezione di
Agrigento, presieduta da Armando Salvaggio, ha messo in campo una
perfetta macchina organizzatrice che ha curato tutto nei minimi
dettagli. La Sezione di Caltanissetta, con in testa il suo
Presidente, Calogero Schifano, ha provveduto all’organizzazione
delle prove atletiche. Prima del raduno vero e proprio, nella
mattinata del primo giorno il CRA Rosario D’Anna ha riunito la
Consulta regionale, alla quale ha presenziato il Presidente
nazionale Marcello Nicchi. Oltre tre ore, puntualmente registrate
dall’infaticabile segretario del CRA Filippo Alongi, durante le
quali sono stati toccati molteplici temi dell’attività arbitrale ed
alcuni problemi da risolvere. Tra questi particolare rilevanza ha
avuto il tema della violenza, con l’esortazione fatta ai Presidenti
di Sezione di vigilare ed eventualmente impugnare le decisioni del
Giudice Sportivo che non dovessero essere congrue in relazione alla
gravità dei fatti accaduti. In tal senso un’opera importante
svolgono i Rappresentanti dell’AIA presso i Giudici Sportivi delle
varie Delegazioni della FIGC. Altri due problemi di scottante
attualità sono stati i rimborsi e la copertura delle gare di Seconda
Categoria, per le quali alcune Sezioni hanno difficoltà, sia per
l’esiguo numero di associati che per le distanze chilometriche
talvolta rilevanti. Nel pomeriggio l’effettuazione dei test atletici
allo stadio “Tomaselli” di Caltanissetta sotto l’attenta visione di
Nicchi, del CRA D’Anna e dei suoi collaboratori. Il Referente
Atletico Alessandro Magro, insieme ai suoi collaboratori Michele
Tramontana e Giuseppe Di Gregorio, ha potuto registrare degli ottimi
risultati. Quindi il rientro in albergo dove D’Anna ha aperto i
lavori stilando un bilancio del girone di andata dei campionati
regionali ed intavolando un confronto costruttivo tra arbitri e
organo tecnico per il miglioramento qualitativo delle prestazioni.
Subito dopo i quiz tecnici è intervenuto il Presidente Marcello
Nicchi il quale ha esordito dichiarandosi felice nel tornare in
Sicilia, una terra dove ha ritrovato l’affetto di persone che lo
hanno accompagnato durante la sua carriera arbitrale. “Stamattina –
ha continuato il Presidente - ho assistito alla Consulta dove ho
visto gente matura che discute di problemi tecnici con modi garbati.
Di pomeriggio ho visto i giovani in campo ed è stato bello il vedere
ragazzi con la faccia pulita. Ho visto la precisione, l’educazione,
il darsi da fare. Mi è venuta la voglia di indossare una tuta e di
mettermi a correre anch’io”. Quindi rivolgendosi ai giovani arbitri:
“Dovete andare in campo tranquilli e prendere le vostre decisioni.
Fare l’arbitro è una cosa che può iniziare a 16 anni e non finire
mai, perché si resta arbitri dentro. Esistono tre tempi per la
nostra partita; nel primo bisogna prepararla bene, non
improvvisando, andare in campo preparati, allenati, sereni ed avere
comportamenti consoni. Il secondo è quello della partita vera e
propria, dove bisogna essere pronti al primo intervento. Dare
l’impronta alla gara, capire chi gioca a calcio e chi non vuole che
si giochi, se l’assistente ti segue, ed altro. Il terzo tempo
riguarda il colloquio con l’osservatore, che bisogna rispettare in
tutti i casi. Ascoltatelo. Gli osservatori non devono dire 10 cose
all’arbitro perché non le recepisce, ne dicano tre. Ricordate che
senza sacrifici non vi arriverà niente”. “Stare in mezzo agli
arbitri è la malattia della mia vita, che non riescono a curarmi”,
con questa eloquente frase Nicchi ha concluso il suo intervento, più
volte interrotto dagli applausi spontanei della platea, anche quando
ha comunicato, non appena ha ricevuto la notizia, che Roberto
Rosetti insieme a Paolo Calcagno e Stefano Ayroldi andrà ai Mondiali
in Sud Africa a rappresentare l’AIA. Dopo il Presidente ha preso la
parola il componente CRA Giorgio Vitale che ha illustrato delle
slides aventi ad oggetto lo spostamento dell’arbitro sul terreno di
gioco e il rapporto con l’assistente. Dopo cena il Presidente Nicchi
ha voluto incontrare, insieme al CRA D’Anna ed al suo vice, Sergio
Grosso, gli otto “Talent” del relativo progetto insieme ai loro “Mentor”,
Ugo Pirrone e Giovanbattista Vetri. Il Presidente dell’AIA ha
rimarcato il ruolo importante dei Mentor nella crescita dei ragazzi
loro affidati. “E’ questo progetto il futuro dei ragazzi, che è un
futuro mondiale, e che farà cambiare anche l’impostazione tecnica in
via definitiva”. Con legittimo orgoglio ha poi comunicato che per
questo progetto l’UEFA ha preso a modello proprio l’Italia e la sua
organizzazione arbitrale.
Alle ore 9.00 in punto del mattino di sabato 6 il CRA Rosario D’Anna
ha dato il via alla seconda fase dei lavori commentando gli esiti
dei test atletici e dei quiz tecnici cui si sono sottoposti gli
arbitri. “Nonostante i risultati siano più che soddisfacenti
esistono ancora ampli margini di miglioramento”, questo l’invito del
CRA ad ottimizzare le performance individuali. Parecchi gli
interventi della mattinata. Dapprima è toccato al componente il
Settore Tecnico, Enzo Meli, che ha dato le soluzioni ai quesiti
tecnici, poi il Responsabile dei Commissari di Campo per il Comitato
Siculo, Santino Creati (peraltro componente del Settore Tecnico),
che ha chiarito i compiti dei Commissari. Subito dopo i componenti
CRA, Salvatore Contino e Giuseppe Raciti, che hanno parlato del
rapporto con gli assistenti e del concetto di terna, che deve
nascere all’interno dello spogliatoio. Quindi i due assistenti alla
CAN, Paolo Costa e Michele Giordano, che hanno ricordato ai ragazzi
come il calcio ormai non possa essere più arbitrato da un solo
arbitro, ma è la terna che dirige la gara, pur nella distinzione dei
ruoli tra arbitro ed assistente.
Sono poi intervenuti il Presidente del Comitato Siculo della FIGC,
Sandro Morgana, ed il suo vice Santino Lo Presti. Morgana, arbitro
benemerito, nel porgere i suoi saluti ha affermato come il Comitato
non abbia problema alcuno nel campionato di Eccellenza, dove si sta
garantendo la regolarità. A riprova di ciò l’affermazione delle
società che desiderano avere sempre arbitri siciliani anziché quelli
della CAI. “Ma gli arbitri della CAI – ha proseguito – sono un
valore per l’AIA, per la FIGC e per il Comitato Regionale, perché la
CAI è un momento di passaggio fondamentale nel processo di
formazione dell’arbitro. Di converso un altro momento fondamentale
per la crescita dei giovani arbitri è rappresentato dalla categoria
Esordienti; pertanto coloro che chiedono gli arbitri negli
Esordienti saranno autorizzati da questa Presidenza”. Morgana si è
soffermato su tre aspetti da perseguire: trasparenza, etica,
legalità. “La trasparenza significa che tutto dev’essere fatto,
com’è fatto, alla luce del sole. Poi bisogna che ci sia
l’allontanamento di chi ha fatto male al calcio. In ultimo la
legalità, che è difficile da perseguire, perché presuppone la forza
di dire no quando bisogna dire no”. Morgana ha ribadito come con il
Presidente CRA D’Anna si lavori con unità d’intenti e che egli non
rappresenta la controparte dell’AIA, anche perché è “un arbitro col
cuore, che è stato per tanti anni Vicepresidente di Sezione
(Caltanissetta, nda)”. La chiusura dei lavori è toccata al
Presidente Nicchi, che ha esordito dicendo come l’appassionato
discorso di Morgana sia stata musica per le sue orecchie. “Questo
disco – ha detto - vogliamo che suoni per l’intera Italia, perché
senza arbitri non si va da nessuna parte, dato che noi siamo una
componente importantissima. Ma non accetteremo invasioni di campo.
Non ci sarà un arbitro od un dirigente che infrangerà le regole,
specie quelle comportamentali, sotto la mia gestione. I dirigenti
tutti hanno il dovere di essere di alto livello morale.” Riferendosi
poi alla disciplina del Beach Soccer, ha proseguito dicendo:
“Chiunque porta un distintivo dell’AIA deve passare dalla Casa
madre. Abbiamo organizzato per la prima volta un raduno e stiamo
facendo la Commissione apposita, che dev’essere solo ratificata.
Siamo un’Associazione talmente grande che possiamo fare qualunque
cosa ci venga chiesta perché siamo gente che onora gli impegni.”
Riallacciandosi poi alla due giorni siciliana, nel quale è stato
accompagnato dalla gentile signora Rossana, Nicchi ha quindi voluto
ringraziare il Presidente della Sezione di Agrigento, Armando
Salvaggio, insieme ai suoi consiglieri per la meticolosità con cui
ha organizzato il raduno ed il Presidente CRA, di cui ha ancora una
volta potuto vedere la capacità lavorativa e la passione verso
l’attività che lo ha sempre contraddistinto. “E’ questa – ha detto -
la mia quarta esperienza in Sicilia dopo la mia elezione. E’ stato
bellissimo a Palermo, a Vittoria, ad Acireale. Ed anche qui ad
Agrigento. Trovo però sempre qualcosa di diverso”. La chiusura, come
al solito, rivolta ai ragazzi: “Avete fatto il primo passo nell’AIA,
e qui ci potete stare quanto volete, basta che diventiate non dei
bravi arbitri, ma dei grandi uomini”.
nella foto da sx Grosso, D'Anna, Nicchi, Salvaggio