L’arbitro tra campo e diritto: la tesi di Edoardo Pennisi
Sport e diritto si incontrano nella tesi di laurea magistrale discussa da Edoardo Pennisi, assistente arbitrale della Commissione Nazionale di Serie D, il 29 settembre 2026 presso l’Università degli Studi di Catania, nell’ambito del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.
“La figura dell’arbitro di calcio nell’ordinamento sportivo: tra discrezionalità tecnica e tutela giurisdizionale” è il titolo del lavoro attraverso il quale Pennisi ha analizzato il ruolo dell’arbitro non soltanto come direttore della gara, ma come figura centrale dell’ordinamento sportivo.
La ricerca parte dalla funzione dell’arbitro, chiamato a garantire il rispetto delle regole del giuoco del calcio, la regolarità della competizione e la parità di trattamento tra le squadre. Un’attività che, oltre ai novanta minuti sul terreno di gioco, si inserisce in un sistema articolato nel quale assumono rilievo la formazione, le valutazioni degli Organi Tecnici, le designazioni e i percorsi di carriera.
La tesi dedica inoltre attenzione al referto arbitrale, strumento attraverso il quale vengono documentati gli episodi avvenuti durante una gara e che può assumere rilievo nell’ambito della giustizia sportiva, nel confronto con gli altri elementi di prova previsti dall’ordinamento.
Un ulteriore capitolo riguarda la tutela dell’arbitro sul piano penale. In particolare, il lavoro analizza l’evoluzione dell’art. 583-quater del codice penale, che ha rafforzato la protezione degli arbitri e degli altri soggetti impegnati ad assicurare la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive in caso di lesioni subite durante lo svolgimento delle stesse.
La ricerca di Edoardo Pennisi restituisce così una prospettiva nella quale l’attività arbitrale si colloca all’incrocio tra sport, tecnica e diritto: da una parte l’autonomia delle valutazioni necessarie alla conduzione della gara, dall’altra l’esigenza di assicurare adeguate forme di tutela a chi è chiamato a garantire il rispetto delle regole. Un percorso accademico che nasce dal terreno di gioco e che dimostra come l’esperienza arbitrale possa diventare anche occasione di studio, confronto e approfondimento. Perché dietro ogni gara non ci sono soltanto decisioni da assumere, ma anche competenze, responsabilità e principi che meritano di essere conosciuti e analizzati. È anche in questa capacità di guardare oltre il fischio finale che l’attività arbitrale può trasformarsi in un percorso di crescita, dentro e fuori dal campo.

